L’estetica dominante del sorriso – Mac Dent

L’estetica dominante del sorriso

La Bellezza umana

Spiegare cosa sia la bellezza umana è compito arduo, pur non mancando i riferimenti bibliografici dai quali derivare ispirazione.

Definirla come: ‘L’interpretazione filosofica della percezione’ è, a mio avviso, una buona base generica di partenza che però richiede una serie di integrazioni concettuali.

Se è vero infatti che la bellezza risente di influenze culturali spazio-temporali di vario genere, prevalentemente geografiche ed epocali (i riferimenti estetici delle donne giapponesi del XIV secolo sono ben diversi da quelli delle donne occidentali di oggi), dobbiamo però riconoscerle un valore assoluto che prescinda da influenze legate al gusto personale.

Questo corrisponde, nella maggior parte dei casi, ad una valenza funzionale espressa dalle armonie delle forme nelle loro fasi sia statiche che dinamiche.

Chi guarda un cavallo ne ammira il bel pelo lucido ed il buon tono muscolare, una testa non troppo pesante, un bel collo lungo, una buona inclinazione della spalla, una groppa larga e non troppo lunga, una certa larghezza del petto, garretti bassi e forti, appiombi regolari ecc.

Questo insieme armonico ci fa pensare che quell’animale avrà delle grandi abilità, ad esempio come saltatore.

Tutto ciò che abbiamo percepito come bello, allora, rappresenta, in fondo, la proiezione emozionale della sua specifica potenzialità funzionale.

Fig. 1 Sheyla della Cometa all’età di tre anni e mezzo

Se si è poi degli intenditori potremmo addirittura scomporre quest’ armonia nelle sue varie subunità e misurarle secondo dei parametri biometrici di riferimento.

Inoltre sarà solo scrutando i suoi movimenti dai più ampi ai più fini che potremmo scorgere indicazioni circa le sue espressioni, la sua energia, e, in fondo sul suo carattere.

E tanto più lo osserveremo e tanto più tempo trascorreremo con lui, sforzandoci nel comunicare, tanto più profondi saranno il reciproco rispetto e conoscenza.

Ugualmente, in un ambito percettivo interumano, corpi atletici e/o sinuosi, specie se in movimento, ci rimandano, in modo generico, ad emozioni positive circa lo stato di salute e le prestazioni funzionali.

Da quanto detto risulta evidente come la percezione della bellezza possa avvenire a vari livelli, da forme subliminali a forme estremamente còlte tanto da poter affermare, con estrema tranquillità, che la nostra capacità percettiva dipenda soprattutto dalla sensibilità e dalla disponibilità che dimostriamo nel volerla educare pur nella consapevolezza di un rapporto estetico-funzionale di tipo speculare.

La percezione della bellezza umana inoltre, come accennato in precedenza, avviene attraverso una costante metamorfosi dei suoi canoni.

Fig.2 La trasformazione, intesa come mutamento delle forme, è continua nella nostra specie.

L’evoluzione medico-scientifica e socio-economica, insieme ai progressivi rimescolamenti genetici e culturali interrazziali, oltre a cambiare profondamente l’emancipazione del pensiero e gli stili di vita, determinano influenze sulla espressività genica sia della durata della vita che dell’estetica naturale.

Fig. 3 Il genoma umano ancora mantiene celato il mistero di molte sue potenzialità espressive.

Il Volto

Il volto umano, da sempre, rappresenta il principale riferimento estetico e della identità delle persone, ciò che le rende riconoscibili, lo specchio e, ad un tempo, la trasparenza introspettiva di ciò che cambia: l’umore, lo stato di salute e l’età.

Fig. 4 I volti e le loro espressioni, più di ogni altra cosa, rimangono impressi nella nostra memoria.

Nonostante talune pratiche estremizzate e spesso irreversibili della cosiddetta Body Art (scarificazioni, piercing, tatuaggi ecc.) tendano ad integrare con contenuti prevalentemente simbolici la specificità fisica identitaria del volto,

Fig. 5 Un esempio di Body Art (in questo caso di Painting del volto e delle mani)

un insieme di arti e di discipline scientifiche sono invece orientate prevalentemente a renderne inalterata o ad esaltarne la naturalità: la Cosmesi, la Medicina Estetica, la Dermatologia, la Chirurgia Plastica, la Otorinolaringoiatria, la Chirurgia Maxillofacciale, la Odontostomatologia.

Fig. 6 La cura del viso è una pratica quotidiana che le persone solitamente svolgono in perfetta autonomia, talora però richiede un intervento specialistico.

Il sorriso

In questo articolato contesto, il valore estetico del sorriso risulta centrale, sia per l’indispensabile contributo nella mimica facciale, sia per l’indiscussa valenza seduttiva (Lo stesso concetto di “sensualità” ci rimanda ai cinque sensi: tutti presenti proprio nel volto), entrambe espressione di un immutato linguaggio universale.

Fig. 7 La sensualità si esprime attraverso segnali sinergici dove la bocca svolge un ruolo fondamentale.

In tal senso le terapie odontostomatologiche oltre ad occuparsi di aspetti funzionali di tipo fonatorio e masticatorio, di intercettare e curare diverse patologie, svolgono un ruolo privilegiato e consapevole circa la capacità di attivare, attraverso sinergie strutturali, importanti compensi percettivi (pensiamo ad esempio come la dentatura offra il sostegno alle labbra e come ciò influenzi l’intero profilo insieme al naso, alla fronte ed al mento).

Fig. 8 La dentatura in questa modella condiziona una posizione delle labbra particolarmente avanzata ma, comunque, ben integrata all’interno di un profilo dove anche fronte e naso attivano compensi armonici reciproci.

Come già ho avuto modo di scrivere, l’equilibrio delle forme è fondamentale; nella loro dimensione, relazione, proporzione, simmetria e colore.

L’ armonia interattiva che riguarda labbra, denti e gengive deve cioè a sua volta integrarsi e rispondere alle dinamiche di un contesto più ampio che è quello dell’intero volto

I contenuti estetici del sorriso e l’individuazione di un relativo range di tolleranza risultano infatti particolarmente vincolati a tutti quegli elementi correlati alla espressività dacché la perfezione delle forme da sola non è sinonimo di bellezza.

Fig. 9 La bellezza è un concetto estetico-culturale globale declinato costantemente in rinnovate forme contemporanee.

Fermo restando il principio che la bellezza non richiede abbellimento, una analisi estetica accurata del sorriso deve compiersi allora attraverso misurazioni oggettive sia statiche sia allargate ad aspetti mimico-posturali:

Fig. 10 Fotografia e filmati sono alcuni degli strumenti base per una analisi estetica integrata.

non può prescindere cioè da quella che potremmo definire come ‘valutazione integrata’.

Ma in che modo dunque il dentista è in grado di identificare, interpretare ed eventualmente modificare l’estetica di un sorriso e le influenze che questo avrà sull’ intero volto?

Tutto nasce da un rapporto interumano tra medico e paziente improntato al massimo rispetto e lealtà.

È infatti, come prima cosa, necessario essere disponibili ad ascoltare e ciò mentre si osserva, nessuno strumento può sostituirsi alla sensibilità che, comunque la mettiamo, risulterà unica per ogni professionista.

Ma, come detto, dobbiamo essere in grado poi di inquadrare in maniera còlta ciò che il paziente ci comunica attraverso le sue forma e le sue espressioni.

Non dobbiamo mai forzare od orientare, in maniera impositiva, le scelte delle persone in merito ai cambiamenti che vorrebbero apportare alla propria estetica. Dobbiamo invece consigliarle, individuando, per ognuna di loro ed in maniera scientifica, il range di tolleranza entro il quale i cambiamenti potranno risultare ancora perfettamente naturali.

Proprio in questo allora serviranno “le misure biometriche” derivate da esami di vario genere tra cui fotografie e radiografie interpretate anche con l’ausilio del computer attraverso software e programmi dedicati.

Esistono a tal riguardo pratiche totalmente reversibili (ad esempio il Mock-up delle faccette) che ci permettono di simulare quei cambiamenti che, previa approvazione del paziente, potranno poi essere introdotti in maniera definitiva.

Ciò fa parte di quel concetto di previsualizzazione che interessa molte branche della odontoiatria, come ad esempio per la Protesi, l’Implantologia o l’Ortodonzia dove, con buona approssimazione, siamo ormai in grado di valutare in anticipo il risultato finale; in alcuni casi in modalità virtuali, in altri con simulazioni a mezzo di manufatti reali.

Infine, ricordiamoci soprattutto di sorridere: fa bene a noi e fa bene agli altri!

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